Passaporti falsi, il giudice Oyarbide promette rivelazioni scottanti
Il giudice federale argentino Norberto Oyarbide ha promesso che appena sarà possibile toglierà il segreto all'istruttoria del processo sullo scandalo dei passaporti italiani falsificati aggiungendo che essa contiene materiale abbastanza sorprendente. Oyarbide ha indicato che l'indagine su cittadinanze e passaporti di calciatori ha permesso di far emergere «qualcosa di veramente importante nel nostro paese».
«Quando scadranno i termini del segreto istruttorio - ha ancora detto - fornirò prove che potranno essere fatte conoscere all'opinione pubblica. Quando vedrete questo materialevi sorprenderete abbastanza».
Oyarbide ha confermato di aver interrogato tutte le 40 persone (di cui 32 donne) fermate e che nelle conversazioni telefoniche intercettate (sono circa 50 i telefoni che sono stati controllati), molte di esse facevano apertamente riferimento ai capi della banda che confezionava i documenti falsi per far ottenere cittadinanza e passaporto anche a chi non ne aveva diritto. «Alcuni capi della banda - ha ancora detto Oyarbide - sono ancora latitanti».
L'avvocato Sergio Barzola, che difende gli interessi del Consolato generale d'Italia, ha dichiarato all'emittente Cronica Tv che la denuncia iniziale del console Giancarlo Curcio non riguardava casi di calciatori, ma di altri cittadini. Con la sua agenzia Ciudadania Express la principale imputata, Maria Elena Tedaldi, già implicata nella vicenda del passaporto falso di Juan Sebastian Veron e Marcos Cafu, ha operato per l'ottenimento della documentazione italiana di circa 150 calciatori, fra cui vari che evolvono nel calcio italiano e dell'Unione europea.
14 luglio 2008