Processo Gea, Chiellini nega pressioni ma una telefonata di Blasi parla di ricatti
È ripreso questa mattina, davanti alla decima sezione penale del Tribunale di Roma, il processo Gea, che vede imputati Luciano e Alessandro Moggi, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo per associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza. I due Moggi, Zavaglia e anche Davide Lippi erano presenti in aula.
Nella mattinata è stato ascoltato come testimone il difensore della Juventus Giorgio Chiellini che ha negato di aver subito condizionamenti dalla Gea: «Non ho mai avuto alcuna pressione per farmi rappresentare dalla Gea. Dopo tanti anni il mio procuratore è ancora Davide Lippi e ciò sta a significare che ho fatto la scelta giusta». Chiellini, rispondendo alle domande del Pm Luca Palamara, ha spiegato che prima di passare alla Gea tramite Davide Lippi, era rappresentato da Bordonaro.
Il calciatore ha ricordato che prima di passare alla Juventus era in comproprietà della Roma e giocava nel Livorno. «Ma da Franco Baldini - ha detto Chiellini - venni a sapere che la società giallorossa non aveva abbastanza liquidità per riscattarmi». Chiellini ha poi spiegato che firmò il contratto con la Juventus alla presenza di Moggi, Giraudo e Bettega e del suo procuratore Davide Lippi.
Il calciatore bianconero ha infine negato la circostanza, riferita da Baldini il 31 marzo scorso durante la sua testimonianza al processo, secondo la quale il suo passaggio alla Juventus gli avrebbe aperto le porte della nazionale. Il pm Palamara a tal proposito ha chiesto un confronto tra lo stesso Chiellini e l'ex direttore sportivo della Roma Franco Baldini.
A favore della tesi accusatoria sono state invece le telefonate fatte tra l’allora agente Stefano Antonelli, il calciatore Manuele Blasi e il papà del calciatore. In una, quest'ultimo dice ad Antonelli a proposito della Gea: «Noi siamo ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro. Ogni tanto bisogna abbassare la testa». In un'altra, invece, è lo stesso Blasi a spiegare così ad Antonelli la necessità di lasciarlo come agente per passare alla Gea: «Se sto con te non mi fanno firmare il contratto, con te si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di merda, ma ho degli interessi».
28 aprile 2008