Processo Gea, in tribunale parlano Cassetti e Grassadonia
«L'Inter, quando ero ancora sotto contratto con il Lecce nella stagione 2004-2005, mi offrì un pre-contratto; mi fu però chiesto di non parlarne con Alessandro Moggi che da 9 anni mi assiste. Non se ne fece nulla». Lo ha detto Marco Cassetti, terzino destro della Roma, che ha testimoniato oggi insieme con altri al processo che vede accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati di illecita concorrenza, l'ex direttore generale della Juve Luciano Moggi, suo figlio Alessandro, Francesco Zavaglia, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo.
Citato dalla difesa degli imputati i quali intendono dimostrare che la Gea ha sempre operato lecitamente e non ha mai minacciato i calciatori per conservare le loro procure, Cassetti ha ricordato che da 9 anni è assistito da Moggi. Con lui non ha mai avuto contrasti né subito minacce e lo stesso è successo ad altri suoi colleghi. Ha ricordato di essersi affidato ad Alessandro Moggi dopo un'esperienza negativa con un altro procuratore, Gabriele Savino. Fu nel periodo 2004-2005 che ricevette dall'Inter tramite Evaristo Beccalossi un invito nella prospettiva di passare alla compagnie nerazzurra. «Mi fu detto di non farne parola con Alessandro Moggi» ha detto Cassetti. Andò all'incontro, gli fu offerto il pre-contratto ma lui non accettò. Il calciatore ha poi parlato di come conobbe Alessandro Moggi al quale firmò la procura nel 1999 riconoscendogli una provvigione del 5% sul valore dei contratti.
Prima di Cassetti il Tribunale presieduto da Luigi Fiasconaro ha interrogato l'avv. Franco Marrucco, tributarista e agente di calciatori. Ha parlato dei suoi rapporti con Alessandro Moggi e Franco Zavaglia quando erano al vertice della società Football Management fino all'estate del 2001. Poi, quando venne creata la Gea «non ha più trovato un clima lavorativo soddisfacente e ha lasciato» il tutto senza contrasti con Moggi e Zavaglia.
Il calciatore Nicola Lay, oggi centravanti del Torres, nel 2005 era al Cagliari. Fu diffidato dalla sua società dal prendere contatti con la Gea e in particolare con Zavaglia. I consigli gli venivano anche dall'allenatore Giorgio Melis. Lui accettò di dare la sua procura a Zavaglia e la revocò quando scoprì che questa non era stata depositata presso la federazione. Il calciatore ha parlato di probabili contrasti, di cui non conosce la natura, tra il presidente del Cagliari Cellino, e Zavaglia.
Dino Fava, che ha concluso la sua appartenenza al Bologna e nel prossimo campionato giocherà nel Treviso, ha parlato degli "ottimi rapporti" con Zavaglia dopo una esperienza insoddisfacente con un altro procuratore, Enrico Fedele, con il quale ha in corso ancora una vertenza in sede civile per contrasti riguardanti alcune sponsorizzazioni e il suo obbligo (ma Fava lo nega) di dovere versare a Fedele percentuali su qualsiasi guadagno realizzerà in futuro.
Di ottimi rapporti, che durano ormai da 10 anni, con gli imputati Pasquale Gallo, Franco Zavaglia e Alessandro Moggi, ha parlato Gianluca Grassadonia, già calciatore e ora allenatore, ricordando che in occasione di ogni contratto da lui sottoscritto erano sempre loro tre ad assisterlo. Venerdì prossimo ultima udienza prima della pausa estiva.
Il Tribunale ascolterà, sempre su richiesta della difesa, numerosi testimoni e tra questi diversi calciatori della Juventus, poi alla ripresa del prossimo 7 ottobre saranno ascoltati per precisazioni Andrea Orlandini, padre del procuratore sportivo Claudio, un ex calciatore della Fiorentina giovanile, Emiliano Viviano. Ci sarà poi un confronto tra il calciatore Nicola Amoruso e il presidente del Messina Pietro Franza a proposito del contratto che il calciatore doveva sottoscrivere con la società siciliana. Un altro confronto poi ci sarà tra Orlandini e il calciatore Fabio Gatti, in quanto le loro precedenti testimonianze risultano contrastanti.
15 luglio 2008