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Processo Gea, Moggi ostenta sicurezza ma Fresi e Boudianski lo accusano

«Se è così divertente, ritorno anche la prossima volta, ma non chiedetemi un'opinione, non sono un avvocato, anche se la materia mi appassiona. Per alcune mie battute sono già finito nei casini, casini per modo di dire» un Luciano Moggi sorridente, presente a Roma per deporre nel processo contro la Gea, disciolta società di procuratori sportivi, ostenta sicurezza. Moggi è imputato con il figlio Alessandro, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo, accusati di associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza. La vicenda coinvolge come presunte vittime alcuni giocatori che, secondo il pm Luca Palamara, avrebbero subito pressioni per lasciare i loro originari agenti sportivi ed affidarsi alla Gea. In aula sono stati sentiti l'agente Marco Trabucchi, il centrocampista del Lecce Viktor Boudianski, l'ex juventino (oggi al Vicenza) Ilyas Zeytulaev e l'ex calciatore di Inter e Juve Salvatore Fresi. Trabucchi è stato citato per rievocare la vicenda del portiere Ruslam Nigmatullin che preferì trasferirsi al Verona («Il mondiale del 2002 era alle porte e lui voleva giocare per essere convocato dalla Russia») rinunciando ad andare alla Juve come avrebbe desiderato il presidente del suo club russo: «Lui mi disse che per trattare avrebbe dovuto parlare con la Gea di Alessandro Moggi».


Boudianski, dal canto, suo, ha chiamato in causa Francesco Ceravolo, all'epoca dirigente delle giovanili bianconere: «Lui e il figlio di Moggi spingevano perché lasciassi Trabucchi. Dicevano che stando con la Gea era più facile trovare club migliori, c'erano più vantaggi. Subii pressioni affinché non ritornassi in Russia». Dello stesso tenore l'intervento di Zeytulaev: «Quando dissi a Moggi junior che volevo tornare a casa, mi rispose "ti abbiamo fatto crescere, non puoi andartene ora". Ceravolo aggiunse che mi stavo sbagliando e che avrei dovuto firmare per restare alla Juve».

In aula Luciano Moggi ha replicato deciso: «I guai di questi ragazzi sono cominciati da quando si sono affidati a Trabucchi. Loro sono bravi giovani, ma quando qualcuno gli mette in testa che andando altrove possono guadagnare di più, si perdono. Ceravolo faceva il suo dovere di dirigente quando insisteva affinché quei due rimanessero alla Juventus».

Più controversa la deposizione di Fresi, che ha suscitato non poche perplessità all'interno del tribunale. L'ex difensore ha raccontato che dopo aver firmato un contratto di quattro anni con la Salernitana, sotto la gestione di Giuseppe Galli, si affidò ad Alessandro Moggi, tramite l'intermediazione di Pasquale Gallo, per andare a guadagnare, negli ultimi anni di carriera, un milione di euro annuo. «Un giorno del '94, Gallo mi telefonò per dirmi che affidandomi a un procuratore importante sarei approdato a un grosso club. Io sognavo la Juve, ma finii all'Inter dove guadagnai due miliardi di lire. Non ero contento, però, perché del club nerazzurro tutti parlavano male, aveva problemi societari».


La rottura con Moggi junior arriva nel 2004, a scadenza di contratto: «Ero alla Juve e non volevo andare via. Qualcuno fece gli interessi del club e non i miei, tanto che finii al Perugia, ultimo in classifica e poi fallito. Alessandro Moggi mi disse che dovevo smetterla di fare il pensionato perché alla Juve non giocavo quasi mai. Subii pressioni tramite Gallo per andare via dalla squadra, altrimenti mi dissero che avrei rischiato di allenarmi in montagna da solo. Quando non rinnovai la procura con Moggi, la Gea pretese il pagamento di 270mila euro, pari al 10 per cento dei compensi gia' ottenuti dalle altre squadre e, secondo me, non dovuti».

Luciano Moggi, anche in questo caso, ha precisato alcune circostanze: «Fresi alla Juventus non giocava quasi mai, gli allenatori non lo vedevano. In più aveva creato problemi di spogliatoio. Nessuno lo ha mai minacciato, il club non ha mai costretto nessuno ad andare via. Risolto il contratto però un giocatore è libero di andare dove vuole».

Il processo riprende giovedì, con nuove audizioni di calciatori. In primis David Trezeguet, attaccante bianconero. E Moggi ci sarà? «Mi sa che avrò un aumento della temperatura, forse qualche linea di febbre - ha scherzato l'ex dg, dopo essersi presentato al presidente del tribunale Luigi Fiasconaro e avergli stretto la mano - ma, alla fine, penso che ci sarò: se le udienze sono cosi' divertenti, mi sa che ritorno».

26 febbraio 2008


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