Processo Gea, testimonianze discordanti sulle minacce ai calciatori
Nuova udienza nel Processo alla Gea che vede imputati Luciano Moggi e altri noti agenti di calciatori, accusati di associazione per delinquere «finalizzata alla commissione di più delitti di illecita concorrenza». Minacce per convincere, secondo l'accusa, i giocatori a abbandonare i loro procuratori per passare alla Gea. Contrastanti alcune testimonianze. Mentre il procuratore Claudio Orlandini a proposito del calciatore da lui gestito Fabio Gatti, quando era al Perugia, ha detto che questi lo lasciò perché minacciato di finire anzitempo la carriera se non si fosse affidato alla Gea, un altro procuratore, Paolo Bordonaro ha escluso che la Gea sia ricorsa a minacce.
Anzi «la società - ha detto Bordonaro - aveva un'influenza assai rilevante nel settore del calcio e l'80% dei calciatori ambiva farsi assistere dalla Gea. perciò era semplice per quest'ultima non avere concorrenza perché a questa società i calciatori andavano spontaneamente». Fabio Gatti, interrogato subito dopo, ha ricordato i suoi rapporti con Claudio Orlandini. Decise di lasciarlo perché non rispondeva al 100% alle sue esigenze professionali. «Non mi dava - ha detto - risposte soddisfacenti per il mio futuro. Nel corso del campionato 2001-2002 mi chiamò Gaucci e mi consigliò di passare alla Gea, io accettai.
Gaucci lo incontrai a Perugia ma non mi spiegò perché dovevo affidarmi alla Gea, io ho pensato che se il consiglio veniva dal mio presidente era giusto accettarlo, avevo 19 anni». Quando andò alla Gea con suo padre per firmare la procura incontrò due soci, Riccardo Calleri e Chiara Geronzi. Entrambi erano rimasti coinvolti nell'inchiesta ma la loro posizione è stata archiviata. Il calciatore ha raccontato comunque che anche con la Gea non ha avuto un rapporto soddisfacente perché non si sentiva adeguatamente tutelato specialmente quando la famiglia Gaucci acquistò il Catania e lui dovette andare con la squadra etnea. Alla scadenza della procura non rinnovò il contratto.
L’agente Bordonaro ha parlato anche del calciatore Giorgio Chiellini che ha assistito fin da quando aveva 16 anni. I loro rapporti si interruppero dopo che il calciatore era finito al Livorno. In sostanza Chiellini decise di interrompere i rapporti dopo aver incontrato a Parigi Davide Lippi, uno dei soci della Gea. «Non mi fu detto il motivo della revoca - ha affermato il testimone - ho però capito che Davide Lippi gli offriva più di quello che potevo assicurargli io».
In chiusura di udienza è stato ascoltato il calciatore Giovanni Tedesco. Anche lui nel 2000 dopo essere stato assistito dal procuratore Federico Pastorello mentre era al Perugia accettò di andare alla Gea dopo una telefonata ricevuta da Luciano Gaucci. Parlò con Alessandro Moggi, uno dei dirigenti della società. I rapporti però li ha sempre avuti con Emiliano Zavaglia, figlio di Franco Zavaglia, uno dei soci della società che è imputato in questo processo. Successivamente ruppe i rapporti con la Gea e si affidò a Stefano Antonelli che oggi è uno dei dirigenti del Torino. Fu lui a concludere il passaggio della procura dalla Gea ad Antonelli con il quale però da tempo non ha più rapporti.
27 marzo 2008