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Processo Gea, Trezeguet in aula: "Moggi jr mi voleva portare con sé"

«All'inizio del 2002 Alessandro Moggi mi chiese di incontrarmi. Anche se la cosa mi parve strana ci vedemmo nella sede della Juventus. Mi parlò della Gea e delle opportunità che avrei avuto se avessi firmato con loro». Lo ha detto oggi l'attaccante bianconero David Trezeguet al processo che si tiene a Roma per i presunti illeciti attribuiti alla disciolta società di procuratori sportivi. «Non mi sono mai affidato a quella società - ha aggiunto Trezeguet, sentito in veste di testimone - anche se all'epoca mi feci l'idea che con la Gea avrei ottenuto il rinnovo contrattuale prima del 2004».

Secondo il pm Luca Palamara l'incontro tra il francese ed Alessandro Moggi nella sede della Juventus è una conferma dell'attività di illecita concorrenza svolta dalla Gea. Sotto processo, per associazione a delinquere finalizzata proprio all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, ci sono Alessandro e Luciano Moggi (quest'ultimo presente oggi in aula), Franco Zavaglia, Francesco Ceravolo, Pasquale Gallo, e Davide Lippi, figlio dell'ex ct della Nazionale.

Parlando della sua vicenda, l'attaccante bianconero, tra non molti «non ricordo», ha spiegato di essere stato assistito da Antonio Caliendo e di averlo lasciato nel 2001 poichè aveva deciso di affidarsi al padre. «Volevo il rinnovo del contratto - ha detto - altri procuratori, francesi e spagnoli, nonchè italiani, si avvicinarono a me in quel periodo, sapendo che non c'era più Caliendo. Avevo pensato di lasciare alla fine del 2004, per il Barcellona poi però Fabio Capello mi fece cambiare idea e mi disse che con una telefonata poteva risolvere la distanza tra me e la società».

Palamara ha anche mostrato al testimone una lettera inviata da Caliendo a suo padre nel dicembre 2002 e sequestrata negli uffici della Gea. Una circostanza, per il pm, davvero singolare. Oggi dovevano essere sentiti altri testimoni, ma per vari motivi i calciatori Nicola Amoruso e Corrado Grabbi non si sono presentati, mentre la deposizione degli agenti Paolo Conti e Claudio Onorati è slittata poiché è emerso che risultano indagati dalla procura di Napoli per abuso d'ufficio insieme con Luciano e Alessandro Moggi ed il consulente legale della Federcalcio Mario Gallavotti nel quadro di un procedimento stralcio su Calciopoli.

28 febbraio 2008


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