Processo Gea, Zeman su Moggi jr: "A Napoli faceva il consulente e il procuratore"
L’allenatore Zdenek Zeman ha testimoniato oggi al processo che vede imputati Luciano Moggi, suo figlio Alessandro, Francesco Zavaglia, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, esponenti della Gea, la disciolta società di agenti che curava le procure di numerosi calciatori. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di illecita concorrenza con violenza, minaccia e più delitti di violenza privata. Zeman ha parlato oggi di Alessandro Moggi ricordando che nel 2000, quando lui allenava il Napoli, era consulente di mercato della squadra partenopea e contemporaneamente faceva il procuratore di numerosi giocatori, ricavando cospicui guadagni.
«Ho conosciuto Alessandro Moggi nel 2000, quando ero allenatore del Napoli- ha detto Zeman- Lui era consulente di mercato della società e fece anche una buona campagna acquisti, anche se si poteva agire meglio e spendere di meno. Il fatto che lui fosse un procuratore evidentemente non incideva sul suo ruolo di consulente di mercato secondo la federazione, perchè non ha mai detto nulla. La cosa che mi sorprendeva di Alessandro Moggi è che lui girava per il calciomercato con una lista di suoi giocatori ed indicava alle società quali prendere tra questi. Parlando con altri procuratori, come Canovi, Faccini e Palumbo, mi raccontavano dei metodi che utilizzava la Gea per acquisire la procura dei calciatori. E non erano secondo le regole. Nesta passò da Canovi alla Gea per ottenere dei vantaggi». E ancora sui meccanismi di pagamento delle procure: «Mi risulta che la procura venisse pagata direttamente dalle società agli agenti e non dai giocatori- ha concluso- Anche lo stesso Moggi ha aspettato parecchio per avere i soldi dal Napoli».
Prima che fosse ascoltato Zeman il tribunale presieduto da Luigi Fiasconaro aveva inflitto 300 euro di multa e disposto l'accompagnamento coatto da parte delle Forze dell'ordine per Piero Franza patron del Messina, Giorgio Perinetti dirigente del Bari ed Ermanno Pieroni dirigente dell'Arezzo. La multa è stata inflitta perché i tre non si sono presentati a testimoniare e non hanno giustificato la loro assenza. Zeman, che attualmente è disoccupato, ha detto di aver saputo che la Gea non agiva correttamente sul mercato dalle confidenze di alcuni procuratori, come Dario Canovi. Gli dissero d'aver avuto dei problemi in quanto alcuni loro giocatori che erano stati convinti ad andare alla Gea «forse per avere qualche vantaggio in più».
Zeman ha escluso di aver avuto rapporti con Alessandro Moggi ricordando che quest'ultimo aveva rapporti solo con il Napoli e dopo avere acquistato i giocatori se ne era andato. Nessun rapporto neanche con Luciano Moggi. Per quanto riguarda il pagamento delle procure a chi forniva i giocatori, secondo Zeman erano le società che provvedevano mentre, a suo giudizio, dovevano essere i calciatori a pagare la percentuale.
Quanto alla Gea ha ribadito che «non agiva secondo le regole» e che a dirglielo erano stati appunto i procuratori che si erano visti togliere i giocatori. Il processo riprenderà giovedì prossimo.
25 marzo 2008