Rasmussen rischia la squalifica e si scaglia contro Cassani: "Non ha prove"
Dopo l’esclusione forzata dal Tour de France Michael Rasmussen rischia di andare incontro a una squalifica. Da un’indagine interna della sua squadra, la Rabobank, sarebbe infatti emerso che il ciclista danese ha mentito sulla sua presenza in Messico nel giugno scorso. In questo modo Rasmussen ha evitato un paio di controlli antidoping a sorpresa. Dall’indagine sembra infatti che Rasmussen si trovasse in realtà in Italia. Per questo la Rabobank ha deciso di escluderlo dal Tour de France e per questo rischia una sanzione da parte dell’Uci, la federazione internazionale del ciclismo.
"Rasmussen ha mentito circa il luogo in cui si trovava. Dunque ha mentito anche all'Uci, e subirà una sanzione" fa sapere Joop Atsma, presidente della Commissione strada dell'Uci. Una sanzione che però, secondo Atsma, rischia di essere solamente simbolica perché "nessuna squadra lo vorrà più. La sua carriera è finita".
Dal canto suo Michael Rasmussen contesta l’inchiesta interna della sua squadra, la Rabobank, e si scaglia contro il suo team manager Theo de Rooy e contro Davide Cassani, che ha detto di averlo visto in Italia quando in realtà si sarebbe dovuto trovare in Messico. "Il mio capo è matto, un uomo alle prese con una grossa crisi di nervi" ha detto Rasmussen, che fino a ieri era leader indiscusso del Tour de France. Assicurando di non avere mentito sulla vicenda, Rasmussen ha ribadito di non essere "mai stato in Italia" nel periodo indicato da Cassani. "E' il racconto di un uomo che pensa di avermi riconosciuto e che parla senza portare una sola prova", ha aggiunto Rasmussen.
Davide Cassani, commentatore Rai ed ex ciclista professionista, ha raccontato di aver visto Rasmussen a giugno sulle Dolomiti e in Val di Fiemme, quando invece il danese raccontava di trovarsi in vacanza in Messico paese della moglie. Cassani si dice rammaricato per ritrovarsi "mio malgrado" in una "situazione spiacevole". L’ex ciclista ha ricordato l'episodio avvenuto domenica 15 luglio, quando, nel corso del commento della tappa da Le Grand-Bornand a Tignes, aveva raccontato di avere incontrato Rasmussen in Italia il 13 giugno, ovvero nel periodo in cui il danese diceva di trovarsi in Messico.
"Ero impegnato nella scalata del Giau per una iniziativa della De Agostini e della Gazzetta dello Sport, poi, in macchina sulla strada per Trento, a due chilometri da Predazzo, ho riconosciuto Rasmussen, che si stava allenando sotto la pioggia", ha raccontato oggi Cassani. "L'altro giorno, poi, una tv danese è venuta a chiedermi conto di quelle mie parole ed io ho confermato. Non avevo certo intenzione di andare ad incastrare qualcuno. Ho detto solo quello che ho visto". E ieri sera a cercare Cassani è stato quindi Theo de Rooy, il general manager della Rabobank. "Anche a lui ho confermato quanto avevo visto", ha detto Cassani. Dopo due ore, poi, de Rooy ha incontrato Rasmussen per confermargli la decisione della dirigenza della squadra e la sua esclusione dal Tour.
26 luglio 2007