Rebellin nei guai, in due filmati del 2001 già chiedeva sostanze illecite Davide Rebellin ha chiesto le controanalisi. Dovrà aspettare fine maggio l'azzurro, risultato positivo al Cera agli ultimi Giochi di Pechino dove conquistò l'argento, per conoscere definitivamente il proprio destino. Soltanto dopo verrà ascoltato dalla procura antidoping del Coni.
Intanto gli uomini della Guardia di finanza di Padova hanno effettuato una serie di perquisizioni domiciliari nell'ambito dell'inchiesta, aperta oggi dalla Procura del capoluogo euganeo, su Rebellin. Da quanto si apprende, le perquisizioni, disposte dal pubblico ministero Benedetto Roberti, riguardano la casa dei suoceri del ciclista, a Galliera Veneta (Padova), e lo studio del medico Enrico Lazzaro, a Montegrotto Terme (Padova), già condannato dalla Corte di appello di Venezia a 14 mesi di carcere nell'ambito del procedimento scaturito dall'inchiesta della Guardia di Finanza che portò nel 2001 ad un blitz contemporaneo a quello dei Nas, nella tappa di Sanremo del Giro d'Italia.
Il sito di Repubblica.it ha reso pubblici due filmati che riguardano i rapporti di Rebellin con il medico Enrico Lazzaro. Nei due brevi filmati, datati 14 e 31 maggio 2001, il tono dei discorsi, oltre che la scritta che scorre sulle immagini all'inizio, lascia adito a pochi dubbi. Rebellin oltre a farmaci consentiti, parla anche di prodotti vietati: Epo, testosterone (cerotti), gonadoreline, ecc. L'atteggiamento di Lazzaro è molto confidenziale.
Questo il link dei due filmati: http://tv.repubblica.it/copertina/rebellin-e-il-doping/32246?video
30 aprile 2009
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