Doping, seconda testimonianza a Striscia la Notizia: «Flebo per risultare puliti» Ancora un testimone che rimane nell'anonimato: si torna a parlare di doping a Striscia la Notizia, che a meno di un mese dalle rivelazioni di un altro atleta (anch'esso nell'anonimato) raccoglie altre dichiarazioni shock sull'uso di sostanze proibite nel mondo del ciclismo e su come sia possibile eludere i controlli. Il testimone (che giustifica l'anominato con la paura di subire ripercussioni da parte della società per cui correva e delle persone che lavorano nel settore), dichiara di essersi dopato: «Ho usato l'Epo, il cortisone e il testosterone, ma alla proposta di migliorare le mie prestazioni con il GH, l'ormone della crescita, ho deciso di smettere di fare il ciclista».
All'inviato del tg satirico, Max Laudadio, il soggetto racconta alcuni trucchi utilizzati da molti ciclisti per sfuggire ai controlli a termine gara: «La società, se sei dopato, una volta tagliato il traguardo, prima del controllo, ti può fare delle flebo di bicarbonato». E ancora: «Quasi ogni corridore nel proprio borsello ha dei chicchi di riso, non so di che sostanza, che se messi sulla punta del pene, filtrano tutto, modificando i risultati delle analisi dell'urina».
Il ciclista conclude: «Ho visto tantissimi corridori trattati come cavalli. Ne ho visti alcuni che non capivano più nulla e avevano bisogno del doping come dell'aspirina per il raffreddore. Arriva la dipendenza: ogni anno devi aumentare le dosi e ogni anno esce una sostanza più forte, più pesante».
19 novembre 2010
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