Si allarga l'inchiesta sugli incidenti di Belgrado: Stella Rossa legata a malavita e droga?
L’inchiesta della polizia sui gravi incidenti avvenuti domenica nella curva nord del Marakana di Belgrado, con il serio ferimento di un agente, ha portato a scoperchiare una “pentola” con qualcosa di grosso dentro. Tra le mani degli inquirenti sarebbero finiti indizi importanti di connessioni con la mafia della federcalcio serba e dei maggiori club calcistici, soprattutto la Stella Rossa, la cui dirigenza potrebbe risultare legata alle organizzazioni criminali.
L'inchiesta ha acquisito documenti relativi ai trasferimenti dei giocatori e indaga su partite che potrebbero essere state truccate. La Stella Rossa è peraltro sotto accusa per i gravi disordini avvenuti domenica scorsa in occasione della partita contro l'Hajduk Kula. Il club è ritenuto responsabile di aver permesso ai propri tifosi di introdurre materiale pirotecnico allo stadio.
Intanto le indagini sulla feroce aggressione al gendarme in borghese Nebojsa Trajkovic proseguono con l’ipotesi di tentato omicidio. Oltre a Milos Zimonjic, 21 anni, e Slavisa Drakul, 37 anni, è stato arrestato anche Uros Misic, 19 anni, che la polizia ha identificato come colui che ha colpito più volte l’agente Trajkovic con un razzo acceso procurandogli ustioni al collo e alla testa.
Secondo la polizia ci sarebbero legami tra la Stella Rossa, i capi dei gruppi di tifosi più violenti e lo spaccio di droga. Sembra che gli incidenti di domenica scorsa siano una sorta di “benvenuto” nei confronti del nuovo presidente della Stella Rossa, Toplica Spasojevic, che ha da poco sostituito Dragan Stojkovic. La polizia ritiene che gli stessi addetti allo stadio, impiegati della Stella Rossa, facciano entrare razzi e fumogeni all’interno dell’impianto qualche giorno prima delle partite per poi distribuirli ai tifosi della curva al momento in cui si gioca.
Dalle prime verifiche risulterebbero anche movimenti strani di milioni di euro per spese non chiare e con l’intermediazione di persone pregiudicate. Nella vicenda ci sarebbe il coinvolgimento anche del presidente della federcalcio serba, Zvezdan Terzic, e di Branislav Micunovic, da molti conosciuto come il “re della malavita montenegrina” e che sembra avere molti legami con manovre illegali nell’ambito del calcio serbo.
6 dicembre 2007