Spy story, Polizia postale a casa di Ron Dennis: la McLaren di nuovo nella bufera La trasferta inglese della Polizia postale italiana in casa McLaren ha raccolto materiale che a breve “confluirà nell'ampio quadro indiziario e probatorio” già delineato dall'inchiesta della procura di Modena, da cui emerge “chiaramente la responsabilità del management e di alcuni tecnici di elevato profilo del team McLaren” sia per l'ipotesi di spionaggio industriale a danno della Ferrari, sia dell'essersi avvantaggiati in sede aziendale e sportiva dei dati strappati alla scuderia italiana nella progettazione della monoposto 2007 e alle strategia di gara e di qualifica.
Lo scrive la stessa sezione della Polizia italiana all'indomani della rogatoria in terra inglese. La lunga nota ricostruisce la trasferta nelle contee del Surrey, dell'Oxfordshire e del Berkshire, in cui gli agenti italiani si sono affiancati ai detective inglese, una cinquantina, su disposizione dell'Home office e dietro richiesta del Pm di Modena Giuseppe Bernardi Tibis, titolare dell'inchiesta penale parallela a quella della Fia, conclusa con la condanna del team britannico. La nota precisa che sono stati perquisiti gli uffici del quartier generale McLaren a Woking e le abitazioni di Ron Dennis, Martin Whitmarsch, Jonathan Neale, Rob Taylor, Paddy Lowe.
Nell'occasione sono stati notificati gli avvisi di garanzia agli indagati che, a differenza di Dennis, Lowe e Whitmarsch, non erano stati rintracciati a Monza in occasione del Gran premio d'Italia dello scorso settembre. Sono stati sequestrati documenti e una cinquantina di apparati informatici o elettronici e sono state acquisite copie di contenuti di altri supporti informatici, nonché delle home directory e delle caselle di posta elettronica in uso agli indagati e gestiti dai sistemi della McLaren. Il team angloitaliano proseguirà gli accertamenti e le eventuali tracce dei reati confluiranno nel fascicolo penale. La polizia ricorda come tra febbraio e maggio 2007 “i segreti industriali” fossero stati “sottratti” alla Ferrari dall'ex dipendente Nigel Stepney e da questi ceduti via carta tra Barcellona e Londra e via mail e sms al capo meccanico della McLaren, Mike Coughlan, in concomitanza dei primi Gp della scorsa stagione.
Secondo la polizia, le indagini hanno permesso di “ricostruire le modalità e la tempistica del passaggio dei segreti industriali dalla Ferrari alla McLaren e del loro successivo utilizzo in ambito McLaren”. Per altro, conclude la nota, si tratta degli stessi riscontri emersi in sede di processo Fia, concluso il 13 settembre “con un verdetto di pesante condanna a carico del team Vodafone McLaren Mercedes”. La pubblica accusa ipotizza i reati di concorso nei reati di rivelazione di segreti industriali, appropriazione indebita, violazione dele norme a tutela del diritto d'autore e frode sportiva.
28 febbraio 2008
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