Stop per il ciclista Pellizotti: valori anomali e ombre di doping Il Giro d'Italia, al via sabato da Amsterdam, perde uno dei favoriti. Franco Pellizotti (Liquigas Doimo) è stato fermato dall'Unione ciclistica internazionale a causa di alcuni valori irregolari rispetto a quelli contenuti nel suo passaporto biologico. Oltre che a carico del corridore friulano, l'Uci ha chiesto l'apertura di una procedura disciplinare «per apparente violazione delle normative antidoping sulla base delle informazioni fornite dai profili sanguigni presenti nei passaporti biologici» anche per lo sloveno Tadej Valjavec (AG2R) e lo spagnolo Jesus Rosendo Prado (Andalucia Cajasur). «Adesso Franco dovrà giustificare queste anomalie nel proprio passaporto - ha commentato il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco - e non potrà partecipare al Giro a causa di una sospensione cautelare, anche se non ci sono al momento sanzioni nei suoi confronti». A Pellizotti, che è stato informato della procedura due mesi fa, viene imputata la variazione anomala di un valore al controllo effettuato dall’Uci alla vigilia del Tour 2009.
Pellizotti, lo scorso anno era stato terzo al Giro d'Italia e maglia a pois al Tour de France. L'Uci sottolinea che queste procedure stanno per essere aperte in seguito alle annotazioni espresse dagli esperti indipendenti nominati al momento della creazione del passaporto biologico. «Per tutti i corridori citati - conclude l'Unione ciclistica in un comunicato - vale la presunzione di innocenza» in attesa delle indagini che saranno compiute dalle federazioni. I nomi di Pellizotti, Valjavec e Rosendo si aggiungono a quelli dei cinque corridori che, nel 2009, era stati i primi ad essere traditi dalle anomalie nei parametri dei valori sanguigni. Tre spagnoli (Astarloa, Lobato, R. Serrano) e due italiani (Caucchioli e De Bonis). Secondo il regolamento spetta alle federazioni nazionali dei singoli atleti provvedere alle sanzioni.
Scopo del passaporto biologico, introdotto nel 2008, è di rilevare il ricorso al doping a partire dai suoi effetti sull'organismo (anomalie dei profili ematologici), contrariamente a quanto avviene con i test classici che cercano le tracce delle sostanze vietate nel sangue e nelle urine.
«Come volevasi dimostrare, le mie parole sono state profetiche e così gli "uomini in nero" pian piano saltano fuori». È il commento di Ivano Fanini, patron dell'Amore & Vita-Conad, all'esclusione di Franco Pellizotti dal Giro per alcuni valori irregolari presenti nel passaporto biologico del ciclista. Una anno fa Fanini aveva sostenuto che Pellizotti e un altro corridore erano seguiti in allenamento tra Livigno e St. Moritz dal dottor Michele Ferrari, medico sportivo radiato per doping, a bordo di uno scooter ed irriconoscibile perché coperto dal casco. Per questo Pellizotti fece querela. Fanini invece venne ascoltato sull'argomento dal Pm di Torino, Guariniello. «Spero che il giudice accolga la querela di Pellizotti - dice Fanini - così verrà istituito il processo dove ci confronteremo su tutti i fatti accaduti. Mi auguro inoltre che questo serva poi per far chiarezza anche sugli altri uomini in nero che dopo la mia denuncia finirono tra i dimenticati». Fanini aveva anche denunciato che nel 2007 altri corridori si allenavano tra Livigno e St. Moritz (dove Ferrari ha uno studio), vestiti di nero e con i marchi sulle biciclette coperti da nastro adesivo per non farsi riconoscere.
3 maggio 2010
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