Torna il calcioscommesse, in manette il presidente del Potenza L’incubo delle scommesse illegali torna ad aleggiare in Italia. Dieci le partite finite sotto inchiesta da parte della Direzione distrettuale antimafia di Potenza per presunte frodi sportive: arrestati il presidente del Potenza, altri dirigenti sportivi ed esponenti della criminalità organizzata. È l’esito dell’operazione Ultimate dei carabinieri che ha portato all’arresto di nove persone, tra cui Antonio Cossidente, condannato in primo grado nel processo contro il clan mafioso “I Basilischi”, e il presidente del Potenza, il 27enne Giuseppe Postiglione, anche proprietario di un gruppo editoriale.
Agli arrestati viene contestato di aver fatto parte di un’associazione per delinquere che ha operato da aprile 2007 fino a marzo 2009, con la complicità di dirigenti, manager e atleti di diverse società sportive in grado di influenzare le partite: obiettivo il controllo fraudolento dei risultati per ricavare illeciti profitti attraverso scommesse mirate.
Le gare sotto osservazione risalgono alla stagione 2007-2008 dei campionati di Serie B e C1: la più emblematica è Potenza-Salernitana del 20 aprile del 2008 che secondo gli inquirenti è stata venduta da Postiglione ai campani (che vinsero 1-0) per la somma di 150.000 euro. L’incontro fu oggetto di scommesse da parte dei dirigenti lucani e fece subito scalpore (si era mosso anche l’ufficio indagini della Figc) visto che i padroni di casa lasciarono fuori i giocatori migliori. Nell’indagine sono emersi episodi di usura e di estorsione, ritenuti comunque “marginali” rispetto al reato principale della frode sportiva.
23 novembre 2009
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