Traffico di anabolizzanti dall'Ucraina all'Abruzzo: chiesto il rinvio a giudizio per 42 persone
Smantellato un traffico internazionale di doping nelle palestre che aveva la centrale a Pescara, città con ben 40 centri per il culto del fisico, da dove il commercio illecito si irradiava in tutto l'Abruzzo. Somministrazione, assunzione, agevolazione dell’utilizzo e della commercializzazione, attraverso canali clandestini, di sostanze proibite nella pratica sportiva sono i reati ipotizzati dal pm Giuseppe Bellelli che ha chiesto il processo per 42 imputati (inizialmente gli indagati erano 44). Il 7 ottobre gli accusati compariranno di fronte al giudice per l’udienza preliminare, Guido Campli.
Il doping entrava in Italia sui pullman delle badanti. I corrieri erano autisti compiacenti che, in occasione dei viaggi Abruzzo-Ucraina, non trasportavano solamente donne destinate ad assistere gli anziani e i malati ma anche fiale, bottiglie e scatolette. I prodotti erano Sustanon, Testovis, Deca Durabolin, Winstrol, Boldenone che contengono principi attivi come testosterone, nandrostenolone, stanazololo, metandienone. Grazie a sms e il passaparola tra culturisti e frequentatori delle palestre la voce si era sparsa e il traffico era intenso.
Nell’indagine, oltre a persone del mondo delle palestre, sono finiti un ex ciclista professionista, una farmacista e due commercianti. Nel corso dell’indagine condotta dai carabinieri del Nas, guidati dal capitano Marcello Sciarappa, sono state perquisite palestre e abitazioni private e sequestrate 3500 confezioni di farmaci dopanti per un valore commerciale di 200 mila euro.
Secondo le conclusioni del sostituto procuratore Bellelli, contenute nelle 37 pagine della richiesta di rinvio a giudizio, il capo dell’organizzazione è Oleksiy Kalashnikov, di 28 anni, inizialmente sfuggito all’arresto nel novembre 2006 e poi catturato a marzo 2007. È accusato di aver costituito e organizzato l’associazione per delinquere importando illecitamente dall’Ucraina sostanze anabolizzanti, reperite attraverso i propri genitori, servendosi di autisti-corrieri. I prodotti venivano poi piazzati in tutto l’Abruzzo da un secondo livello di persone che facevano base a Pescara. Il pm chiama «pusher» alcuni dei principali componenti dell’associazione come Angelo Zecchini, Franco Salvatore, Massimiliano Ferro, Edgardo De Flammineis, Enrico Sprecacè, Roberto Sciarra, Giuseppina Cristina Bruno e Massimo Di Cintio.
14 febbraio 2008