Traffico di doping nelle palestre della Liguria: tre condanne
Possedevano in palestra sostanze anabolizzanti di cui è vietata la circolazione e la vendita in Italia. Ieri, hanno patteggiato la pena, Pietro Randazzo, 36 anni (2 anni e 4 mesi), Rosaria Garofalo, 34 anni (8 mesi) e la madre dell'uomo, Elisa Peirano, 74 anni (4 mesi), residenti a Savona. L'anziana era accusata di favoreggiamento. Tutti erano assistiti dall'avvocato Alessandro Lorenzi di Cairo Montenotte (Savona).
Altri tre imputati, Elisa Venturino, fidanzata di Pietro Randazzo, Giuliana Dubois e Gabriele Maiello, dovranno comparire a giudizio il prossimo giugno. La vicenda risale al 25 marzo del 2005 quando Pietro Randazzo ed Elisa Venturino vennero intercettati dai poliziotti mentre vendevano sostanze anabolizzanti ad un quarantunenne di Ventimiglia, Massimo Grazzi, che venne denunciato alla magistratura.
Il giorno successivo scattò un blitz ad opera della squadra mobile nelle palestre. In via Solari e via Milano furono rinvenuti scatoloni pieni di fiale e pastiglie di anabolizzanti: la polizia di Savona sequestrò sessantamila confezioni di sostanze dopanti, tra le quali nandrolone. Le sostanze proibite vennero ritrovate nei due appartamenti savonesi, di proprietà della madre di Randazzo, che all'epoca venne soprannominata nonna doping. Randazzo, titolare della palestra Arcadia, era già stato arrestato due volte sempre per spaccio di sostanze dopanti proibite.
9 gennaio 2008