Tre giornate di squalifica a Delio Rossi per la sua intenzione di "ammorbidire" il Lecce
Delio Rossi è stato squalificato ieri per tre giornate per la sua intenzione di "ammorbidire" il Lecce in vista di una partita di campionato con la Lazio del 30 aprile 2006. Una sentenza per certi versi inedita perché generalmente, in caso di infrazioni del genere, scattano squalifiche a tempo più lunghe.
"La Commissione disciplinare nazionale, riunita oggi a Roma - si legge in un comunicato della Figc - ha inflitto all'allenatore della Lazio Delio Rossi tre giornate di squalifica e alla società biancoceleste diecimila euro di ammenda". L'allenatore della Lazio doveva rispondere della violazione dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva che prevede, per tutti i tesserati, il rispetto dei "principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva".
La Disciplinare sottolinea che "le spiegazioni fornite da Rossi e da Lotito non trovano riscontro né nel senso letterale della trascrizione, né in quello delle parole utilizzate e della logica comune" e le affermazioni di Rossi "risultano comunque essere il risultato di un atteggiamento non consono ai doveri di correttezza che devono informare il comportamento dei tesserati".
Dall'altro lato, però, la Commissione riconosce che "la conversazione era di natura personale e non avrebbe avuto alcuna rilevanza esterna ove essa fosse stata espunta, come sarebbe stato opportuno, dal procedimento penale in corso, in quanto non attinente, e ove essa non fosse stata pubblicata, come avrebbe dovuto, su un quotidiano, in quanto coperta da segreto istruttorio, e, per l'altro, che alle affermazioni di Rossi non può attribuirsi particolare rilievo, visto che non vi era un effettivo interesse della Lazio a un trattamento di favore".
ROSSI NON CI STA: «SENTENZA INGIUSTA, FARO' RICORSO»
«Prendo atto della sentenza che trovo ingiusta e iniqua. La impugnerò perchè ho il dovere morale di tutelare me stesso e la mia onorabilità». Delio Rossi, attraverso un comunicato, risponde così alla squalifica di tre giornate inflittagli dalla Disciplinare per la vicenda della telefonata con il presidente Lotito. «Certo è - conclude la nota del tecnico della Lazio - che non sarà una squalifica a cambiare il mio modo di essere e pensare in certi fondamenti e valori in cui credo fermamente con la forza, il coraggio e l'integrità di sempre».
17 maggio 2008