Tre testimoni inchiodano il poliziotto che ha ucciso il tifoso Gabriele Sandri Nel giorno del funerale di Gabriele Sandri emergono nuovi particolari sull'uccisione del 28enne tifosi della Lazio da parte del poliziotto della stradale Luigi Spaccarotella. Il procuratore capo di Arezzo, Ennio Di Cicco, ha infatti rivelato alcuni particolari dell'indagine in corso: «Sembra che questo poliziotto abbia sparato ad altezza d'uomo - ha spiegato Di Cicco - un atteggiamento del genere sarebbe stato imperdonabile anche se fosse stata una rapina».
Quanto ai tanti dubbi sul capo d'imputazione il procuratore capo ha concluso «il capo d'imputazione può cambiare, dal meno si va al più, non dal più al meno. Per ora è rimasto invariato». Quindi non è escluso che dall'omicidio colposo si passi all'omicidio volontario. Il procuratore ha anche riferito che è stata ritrovata l'auto, una Mercedes scura, che si cercava da domenica.
«Il testimone sentito stamane - ha aggiunto Di Cicco - era sulla macchina, la Mercedes che si cercava. Gli altri testimoni se ne erano già andati, non hanno assistito agli spari». Quanto agli interrogatori di stamane il procuratore capo ha sottolineato che «erano cose non direttamente attinenti all'oggetto dell'indagine. Qui ci sta un morto punto e basta».
Ai giornalisti che gli domandavano dei testimoni, Di Cicco ha risposto: «Uno dei testimoni stava sull'auto della vittima, l'altro è estraneo. Il testimone che stava sull'auto della vittima ha visto questo che sparava ad altezza uomo». Ma cè anche un terzo testimone, ha detto Di Cicco: «La stessa cosa hanno confermato gli altri che stavano sull'altra corsia».
14 novembre 2007
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