Un altro ex della Fiorentina si sta spegnendo: Galdiolo ammalato al cervello Si chiamano Alessandro, Alberto ed Eleonora Galdiolo, il loro padre Giancarlo Galdiolo, 62 anni a novembre, terzino-stopper della Fiorentina, 229 partite dal 1970 al 1980, si sta spegnendo per un male che sta avendo un’accelerata inarrestabile e impietosa. E’ l’ennesimo caso di giocatore della Fiorentina degli anni ’70 ammalato o deceduto.
«Magari se avesse la Sla, almeno riuscirebbe a comunicare con noi» sospira il figlio Alberto, 31 anni, durante la conferenza stampa indetta in una clinica alle porte di Firenze dove ha sede l'Associazione ex viola fondata fra gli altri da Moreno Roggi e Giancarlo Antognoni presenti insieme a Galli, Desolati, Galbiati, Amoruso. «Nostro padre soffre di una demenza fronto temporale che genera un deterioramento cognitivo che parte dal cervello - racconta Alessandro interrompendosi ogni tanto per asciugarsi le lacrime - fino a poco tempo fa lui era autonomo, faceva persino ancora qualche partitella, allenava i bambini. Ma a dicembre abbiamo iniziato a vedere che papà era un po’ assente, si è pensato a un principio di Alzheimer poi dopo le analisi è emerso che non era compromesso solo il cervello ma anche il motoneurone».
E’ stato un precipitare continuo, Giancarlo è dimagrito 8 chili nonostante un’alimentazione super proteica e il viaggio tra le cliniche di Milano, Treviso, Bologna, Firenze, Padova non ha regalato troppe speranze. «La malattia ha cambiato la vita della nostra famiglia», sospira Alessandro che insieme ad Alberto, studente di Scienze Motorie, e a Eleonora che studia per infermiera, e alla madre Maria Rosa (oggi non è venuta per stare vicino al marito che la cerca di continuo) si danno il cambio per non lasciarlo mai solo: «Dobbiamo stargli accanto 24 ore su 24, trovare sostegno esterno finora non è stato facile». Galdiolo alterna momenti di tranquillità ad altri, sempre più frequenti, di irrequietezza.
«Sospetti? Non c'è nulla che dimostri che questo male debba correlarsi alla sua attività di calciatore anche se in questi anni ne sono successe e se ne sono dette tante - osserva Alessandro - noi gli abbiamo anche più volte chiesto se avesse assunto farmaci o altre sostanze, ha sempre risposto no e si raccomandava che neppure io lo facessi nel periodo in cui ho giocato a calcio». Alessandro, Alberto e Eleonora raccontano del supporto anche economico che l'Associazione ex viola sta dando, dei tanti amici vicini, dei contatti avuti con la moglie di Stefano Borgonovo e la sua Fondazione contro la Sla e lanciano un appello: «Vogliamo che si muova qualcosa a livello di ricerca». Appello già raccolto e che diventerà concreto a settembre: come spiega il professor Giorgio Galanti, coordinatore fra l'altro dello staff medico della Fiorentina, partirà con la collaborazione fra Regione Toscana, Università di Firenze e il centro ospedaliero di Careggi il 1° Osservatorio che monitorerà oltre un migliaio di atleti di tutta Italia per capire se esiste davvero una correlazione fra malattia e attività agonistica.
23 agosto 2010
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