Verso la conclusione il processo per traffico di doping in Veneto
Breve udienza ieri in tribunale a Cittadella per il processo stralcio del procedimento relativo al traffico e all'utilizzo di sostanze dopanti da parte di ciclisti e rugbisti, avviato il 15 aprile 2003 con un blitz nella videoteca di Carmignano di Brenta (Padova) di proprietà di Nicola Trolese.
Davanti al giudice Linda Arata, ci sono stati il deposito delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche e la fissazione della nuova udienza per il pomeriggio del 26 settembre. In quella data, salvo colpi di scena, si dovrebbe giungere alla conclusione. Oltre all'audizione dei testimoni, il giudice ha previsto la discussione alla quale dovrebbe seguire la sentenza.
La vicenda doping aveva interessato varie parti d'Italia. Dopo il primo intervento, un secondo blitz era stato effettuato il 23 maggio al quale era seguita un'ordinanza di custodia cautelare del gip Rita Bortolotti, chiesta dal pubblico ministero Paola Cameran, che aveva avviato l'inchiesta. Il processo cittadellese vede protagonista uno dei ventidue indagati, Gianluca Faliva, 34 anni, residente a Loreggia, al tempo rugbista in forza al Benetton ed ex nazionale, oggi pilone del Rovigo nel massimo campionato italiano. Secondo l'accusa l'atleta avrebbe assunto sostanze dopanti, nella fattispecie Neorecormon, dall'ottobre 2002 al marzo 2003.
Nella precedente udienza la difesa si era opposta all'utilizzabilità dei brogliacci delle intercettazioni telefoniche. Richiesta respinta dal giudice che aveva accolto la richiesta del pm Federica Riente. L'inchiesta ha fatto molto scalpore visto il coinvolgimento di numerosi ciclisti dilettanti che avrebbero assunto le sostanze per primeggiare durante le gare rispetto ad amici ed altri partecipanti.
3 aprile 2008